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EMDR: di cosa si tratta

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica psicoterapeutica che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione destra/sinistra.
Si è dimostrata molto efficace nel trattamento di numerosi disturbi psicologici (depressione, dipendenze, fobie, problemi alimentari…) in quanto offre una nuova visione della patologia e una nuova modalità di intervento.
Viene usata per accedere ai ricordi di esperienze traumatiche che sono alla basa dei problemi attuali del paziente, per elaborarli e portarli ad una risoluzione adattiva.
Secondo la teoria dell’Elaborazione dell’Informazione HIP, il cervello ha un sistema innato di elaborazione dell’informazione, ma, a causa di certe esperienze traumatiche, tale elaborazione a volte non avviene come dovrebbe e l’informazione rimane racchiusa in una rete neurale conservando le stesse emozioni, convinzioni e sensazioni fisiche esistenti al momento dell’esperienza originale.
Questo fattore, nel tempo, si generalizza e provoca sintomi di ansia, depressione, stress ecc.
Il processo di elaborazione dell’informazione che avviene utilizzando questa tecnica tiene conto di tutti gli aspetti, sia cognitivi-emotivi sia comportamentali e neurofisiologici. Il metodo è così efficace perché si basa su un meccanismo innato del cervello e quindi la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che offre sono il risultato dell’elaborazione adattiva a livello fisiologico.
Esso deve essere integrato nell’ambito di una psicoterapia.

(Isabel Fernandez, Prefazione “EMDR con bambini e adolescenti” di Ricky Greenwald – Casa Editrice Astrolabio)

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