Il trauma in psicologia
Dal punto di vista psicologico il trauma rappresenta un evento che soverchia l’individuo non dandogli la possibilità di integrarlo nel suo sistema di significati e ricordi.
Il trauma entra prepotentemente nella mente umana e la disorganizza.
Come una tempesta, un uragano arriva e stravolge tutto.
Esistono diversi tipi di esperienze potenzialmente traumatiche, a grandi linee i traumi vengono suddivisi in due categorie: i traumi con la “t” minuscola e quelli con la “T” maiuscola.
Nel primo caso parliamo di tutte quegli eventi soggettivamente disturbanti che però non portano in sé la percezione di pericolo di vita, ad esempio umiliazioni o relazioni dove l’altra persona riflette e restituisce al soggetto un immagine inadeguata (ex. “non sei capace di fare nulla” , “sei stupido”).
Nel secondo caso facciamo riferimento invece a quelle esperienze che portano alla morte o minacciano la vita del soggetto o delle persone per lui significative (incidenti gravi, abusi, disastri naturali etc.).
Le persone che subiscono un trauma “T” possono sviluppare ciò che in clinica viene chiamato “Disturbo Post Traumatico da Stress”.
EMDR: di cosa si tratta
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica psicoterapeutica che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione destra/sinistra.
Si è dimostrata molto efficace nel trattamento di numerosi disturbi psicologici (depressione, dipendenze, fobie, problemi alimentari…) in quanto offre una nuova visione della patologia e una nuova modalità di intervento.
Viene usata per accedere ai ricordi di esperienze traumatiche che sono alla basa dei problemi attuali del paziente, per elaborarli e portarli ad una risoluzione adattiva.
Secondo la teoria dell’Elaborazione dell’Informazione HIP, il cervello ha un sistema innato di elaborazione dell’informazione, ma, a causa di certe esperienze traumatiche, tale elaborazione a volte non avviene come dovrebbe e l’informazione rimane racchiusa in una rete neurale conservando le stesse emozioni, convinzioni e sensazioni fisiche esistenti al momento dell’esperienza originale.
Questo fattore, nel tempo, si generalizza e provoca sintomi di ansia, depressione, stress ecc.
Il processo di elaborazione dell’informazione che avviene utilizzando questa tecnica tiene conto di tutti gli aspetti, sia cognitivi-emotivi sia comportamentali e neurofisiologici. Il metodo è così efficace perché si basa su un meccanismo innato del cervello e quindi la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che offre sono il risultato dell’elaborazione adattiva a livello fisiologico.
Esso deve essere integrato nell’ambito di una psicoterapia.
(Isabel Fernandez, Prefazione “EMDR con bambini e adolescenti” di Ricky Greenwald – Casa Editrice Astrolabio)